sabato 26 dicembre 2015

Buone feste natalizie o feste solstiziali: buon ascolto!

Carissimi ragazzi,

John Lenon
Happy Christmas


ecco alcuni brani che a me piace ascoltare in questo periodo (non tutti insieme e non tutti fino alla fine). Sapete che questo periodo è particolarmente amato fin dall'antichità, perché da questo momento, in cui la notte è più lunga del giorno, il sole ritorna ad illuminare sempre di più il nostro emisfero.

Il termine solstizio viene dal latino solstitium, che significa letteralmente “sole fermo”. Se ci troviamo nell’emisfero nord della terra, nei giorni che vanno dal 22 al 24 dicembre possiamo infatti osservare come il sole sembri fermarsi in cielo.

Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, in giugno, quando avremo il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta. Il sole, quindi, nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole quanto a luce e calore, pare precipitare nell’oscurità, ma poi ritorna vitale e “invincibile” sulle stesse tenebre. E proprio il 25 dicembre sembra rinascere, ha cioè un nuovo “Natale”.

Questa interpretazione “astronomica” può spiegare perché il 25 dicembre sia una data celebrativa presente in culture e paesi distanti tra loro. Infatti, intorno alla data del 25 Dicembre, quasi tutti i popoli hanno sempre celebrato la nascita dei loro esseri divini: in Egitto si festeggiava la nascita del dio Horus, che mosaici ed affreschi raffigurano in braccio a Iside, ricordando da vicino l’iconografia cristiana della Madonna col bambino. Nel giorno corrispondente al 25 dicembre odierno, nel 3000 a.C. circa, veniva festeggiato il dio Sole babilonese Shamash. Sempre nei giorni del solstizio d’inverno, nell’antica Grecia si svolgeva in onore di Dioniso una festa rituale chiamata Lenaea; nel Messico pre-colombiano nascevano il dio Quetzalcoath e l’azteco Huitzilopochtli; Bacab (il dio Sole messo al mondo dalla vergine Chiribirias) nello Yucatan; il dio Freyr, figlio di Odino e di Freya, era invece festeggiato dalle genti del Nord; Zaratustra in Azerbaigian; Buddha, in Oriente; Krishna, in India; Scing-Shin in Cina, 

Le origini di tale coincidenza vanno ricercate in ciò che è “principio” della vita sulla terra e che “dal principio” è stato oggetto di culto e di venerazione: il sole. I popoli antichi si sentivano infatti intimamente legati al “ciclo della natura” poiché da questo dipendeva la loro stessa sopravvivenza.  

(Provate ad  ascoltare alcuni pezzi)


1- Canto gregoriano: canto d'inizio della messa di Natale del giorno.
Nella storia della chiesa è la prima forma di canto giunta fino a noi con la notazione neumatica: provate ad ascoltarlo un po' seguendo la voce con i neumi.

2- Concerto grosso n.8 di Arcangelo Corelli, composto per la notte di Natale
Corelli, famoso violinista  e compositore italiano del periodo Barocco (1600 circa), ha composto molti concerti per formazioni di archi e basso continuo ( clavicembalo e liuto in questo caso, lo vedete qui sotto)
Il concerto è composto di diversi momenti: sentite cosa succede tra il minuto 1.37 e 1.38 e poi al minuto 3.55 (cercate un nome per questo momenti e confrontateli con quelli dell'autore: 

  • Vivace - Grave
  • Allegro
  • Adagio - Allegro - Adagio
  • Vivace
  • Allegro - Pastorale: Largo


Anche Bach, uno dei più grandi compositori europei, vissuto nel 1700, ha scritto un'intero oratorio che raccontava la storia della nascita di Gesù  divisa nei diversi episodi (nascita, annuncio ai pastori, adorazione, e così via) nei 6 giorni di festa più importanti (25 dicembre, 26 dicembre, 1 domenica dopo Natale, 1 gennaio, 2 gennaio 6 gennaio), pensate al freddo di chi doveva cantare, suonare .... e ... ascoltare musiche così 'lunghe'.
Qui trovate solo i primi 3 episodi, provate a distinguerli .... e a distinguere strumenti e voci che vengono utilizzati.


Forse riconoscerete il brano di Handel (coetaneo di Bach ma che visse a Londra, alla corte del re negli stessi anni), anche lui ha scritto un oratorio dal titolo Messiah, che racconta la storia di Gesù, anche questo dura molto (circa 2 ore) ma potete ascoltare qui il brano conclusivo: secondo voi come s'intitolerà?

I concerti di Capodanno sono un appuntamento tradizionale: quello della Fenice a Venezia, in cui suonano musiche di Rossini, Verdi e altri famosi compositori Italiani, e quello di Vienna, in cui suonano musiche di compositori viennesi ed in particolare di Strauss. Li potete ascoltare anche voi trasmessi ogni anno dalla RAI.

Buon Anno!




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